È il Leopardi dei miti giovanili, alfieriani e risorgimentali (All'Italia, Sopra il monumento di Dante), che già cedono il passo allo sconforto privato e civile. Nel 1831, per l'editore Piatti di Firenze, uscì la prima edizione dei Canti, che raccoglieva tutte le liriche precedenti e i cosidetti "grandi idilli", come Le ricordanze, La quiete dopo la tempesta, Il sabato del villaggio, il Canto notturno di un pastore errante dall'Asia, preceduti dalla famosa, dolente dedica agli amici di Toscana. A Napoli, nel 1835, l'editore Starita pubblicò la seconda edizione dei Canti, che comprende un nuovo gruppo di liriche, fra cui Il passero solitario, Il pensiero dominante, Amore e Morte. Dopo la pubblicazione dei Canti presso lo Starita, Leopardi continuò a rivedere e correggere il testo: fondandosi sull'esemplare corretto, Antonio Ranieri, il fedele amico del poeta, pubblicò dopo la sua morte l'edizione completa dei Canti (Firenze 1845), in cui figurano per la prima volta Il tramonto della luna e La ginestra.
Testo di Franco Brioschi
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L'infinito
A Silvia
La quiete dopo la tempesta
Il sabato del villaggio